Lina Bianconcini Cavazza

lina bianconcini cavazza

Data nascita: 1862
Data morte: 1942
Luogo nascita: Bologna
Luogo morte: Bologna
Fondi collegati: Famiglia Filippo Cavazza

Lina Bianconcini nacque a Bologna nel 1862 dal conte Filippo Bianconcini-Persiani e da Carolina Zucchini. Trascorse l’infanzia e l’adolescenza presso il collegio di San Porziano a Lucca. Sposò nel 1885 il conte Francesco Cavazza e il loro salotto divenne un punto di riferimento della vita culturale bolognese. Nel 1913 Alfredo Testoni, in occasione della morte del suo ‘diletto amico’ Alfonso Rubbiani, ricorda come questi “era sempre irreprensibile nel suo elegante abbigliamento, per andare in casa dei conti Cavazza, dove si raccoglieva il fior fiore degli scienziati e degli artisti non solo dimoranti a Bologna, come ad esempio il Carducci, ma di quanti venivano fra noi dal Fogazzaro al Bistolfi, dal Sacconi al Calderini, dallo Ximenes a Cesare Pascarella”. Lina entrò subito in sintonia con le attività filantropiche e culturali del marito. I coniugi ebbero tre figli: Filippo, Gianluigi e Alessandro.

Nel 1901, insieme alla contessa Carmelita Zucchini Solimei, fondò un’azienda di ricami e merletti. Lo scopo di questa associazione era duplice: il primo era quello -appunto – di riprenderne l’antica e prestigiosa produzione; il secondo era quello di dare lavoro a moltissime ricamatrici, che potevano lavorare a casa e guadagnare tanto da contribuire al bilancio famigliare senza togliere la loro presenza a marito e figli e tempo alle faccende domestiche. Inoltre, tale attività avrebbe comportato un lavoro pulito, creativo e ben pagato. La contessa informò queste donne anche sui loro diritti: la previdenza, l’iscrizione alla Cassa Nazionale per l’invalidità e la vecchiaia. Ben presto questa società confluì nell’Aemilia Ars, fondata nel 1898 da Alfonso Rubbiani e presieduta dal 1900 dal conte Cavazza, marito di Lina. Nel 1903 l’Aemilia Ars, di cui a quel punto Lina Bianconcini Cavazza era consigliere di amministrazione, decise di restringere l’attività alla sola produzione di punto antico, il meglio del merletto bolognese. La società aveva un laboratorio proprio e un negozio in via Carbonesi nel quale i prodotti venivano messi in vendita. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’Aemilia Ars fu costretta a chiudere, ma Lina riconvertì il lavoro di ricamo in quello di cucito e le ricamatrici divennero cucitrici di camicie e capi per i soldati al fronte. In questo modo le donne con mariti e figli in guerra non sarebbero rimaste senza lavoro e senza reddito.

Nel 1909, a seguito del terremoto dell’anno precedente, la contessa Cavazza istituì a Messina un laboratorio di cucito e ricamo, una lavanderia e un ricreatorio festivo per i mesi estivi, con lo scopo di dare alle donne un lavoro che potesse anche essere un aiuto per la città distrutta. In tale occasione la contessa “diede prova delle sue doti straordinarie di organizzatrice e di donna di cuore”. Durante la Prima Guerra Mondiale la contessa Cavazza istituì la grande opera di assistenza dell’Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare che, con i suoi 8.400 uffici diffusi in tutta Italia e il lavoro di 25.000 volontari, permise alle famiglie dei soldati impegnati al fronte di ricevere notizie sui loro cari. L’Ufficio Notizie fu l’anello di congiunzione fra il Paese e l’esercito combattente e sorse subito con le caratteristiche di un Comitato di resistenza, oltre che di assistenza. Esso fu una delle forme più belle e più pure di pietà, uno dei contributi femminili più efficaci dati alla guerra. Lina Bianconcini Cavazza morì a Bologna nel 1942. Riposa nella tomba di famiglia collocata nella Galleria degli Angeli alla Certosa di Bologna.