Vittorio Sella - Alpi AL 276

Cervino, Dent d’Hérens dalla vetta dell’Aguille de la Za

Autore: Vittorio Sella

Anno: 29 luglio 1885

Stampa: Analogica

Codice: AL 334

Tempi di consegna: 5 giorni lavorativi

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Descrizione

Dal 1879, anno delle sue prime fotografie, al 1889, anno della sua prima spedizione extraeuropea, le Alpi rappresentarono per Vittorio Sella una palestra su cui esercitarsi sia come alpinista  sia come fotografo. Qui sperimentò nuove tecniche e nuovi formati, raffinò sempre di più l’uso della luce naturale, il gioco delle luci e delle ombre. Contemporaneamente realizzò diverse imprese alpinistiche, in particolare fu autore, con le sue guide, di numerose traversate invernali mai compiute sino ad allora. Si possono ricordare: la prima traversata e ascensione invernale del Cervino dal Breuil a Zermatt e ritorno per il colle del Teodulo (1882), la prima invernale del Monte Rosa (1884), le prime invernali del Gran Paradiso e del Lyskamm (1885), il Monte Bianco dal duro versante italiano (1888), la prima traversata invernale della Dufour (1889).

Accanto alle scalate invernali si collocano le ascensioni e le ampie perlustrazioni delle regioni alpine compiute in estate, stagione dedicata all’impresa alpinistica ma anche alla registrazione fotografica dei più importanti gruppi alpini, tutti documentati con scientifica sistematicità.

A partire dal 1879, anno in cui Vittorio Sella immortalò il suo primo panorama delle Alpi dal Monte Mars che si erge sopra Biella, egli, soprattutto nel decennio successivo, effettuò numerose campagne fotografiche sulle vette e lungo le pendici dei principali gruppi alpini: nel 1881 Monte Bianco e Grauhaupt; nel 1882 realizzò il celebre panorama a 360° dalla vetta del Cervino in 12 lastre; nel 1883 perlustrò e fotografò Gran Paradiso, valle del Lys, Alpi Pennine, le montagne intorno a Zermatt, Dom di Mischabel, Rothorn di Zinal, Aiguille du Midi e Grandes Jorasses; nel 1885 Oberland,  Bernina e Vallese; nel 1888 Delfinato, dove realizzò 112 lastre, vero tour de force alpinistico e fotografico, il cui apice fu l’ascensione della Meije sino ad allora ritenuta impossibile da scalare con una macchina fotografica.

A conclusione di questo decennio egli redasse il primo catalogo Alte Alpi con oltre 600 lastre di formato 30×40 cm, tradotto in diverse lingue e destinato al mercato italiano ed estero.