Narrazioni teatralizzate e strumenti digitali: l’innovazione tecnologica per raccontare la storia. Progetto TOCC – Transizione Digitale degli Organismi Culturali e Creativi, Ministero della Cultura.

Mercoledì 11 settembre le riprese dei filmati destinati ai quadri parlanti si sono spostate a Torino, dove sono stati girati alcuni monologhi di Quintino Sella. I video saranno riprodotti nell’installazione multimediale che verrà collocata presso la sede di Fondazione Sella al Lanificio Maurizio Sella di Biella.

Il progetto nasce nell’ambito del bando TOCC – Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi, promosso dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea e finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU (PNRR). L’obiettivo è valorizzare e rendere sempre più accessibile il patrimonio archivistico della nostra Fondazione attraverso strumenti digitali innovativi, capaci di coinvolgere il pubblico di ogni età in modo diretto e immersivo.

Dopo le riprese realizzate a Biella, la produzione si è concentrata su alcuni episodi della vita di Quintino Sella, girati in alcuni luoghi simbolici della città di Torino, profondamente legati alla sua storia personale e professionale.

Il set ha toccato il Politecnico di Torino, istituzione erede della Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri, alla cui fondazione Sella contribuì; il Parco del Valentino, sede storica della Scuola; Piazza Statuto e il Monte dei Cappuccini per ricordare la fondazione del Club Alpino Italiano. Scenari urbani e paesaggistici che hanno fatto da cornice naturale e originale ai testi che raccontano alcuni momenti chiave della sua proficua attività politica, scientifica e alpinistica.

Attraverso i monologhi, dalla voce dell’interprete di Quintino Sella, il pubblico potrà ripercorrere alcuni episodi fondamentali della seconda metà dell’Ottocento.

I monologhi sono stati interpretati da Paolo Giangrasso, attore diplomato alla scuola del Teatro Stabile di Torino, con la regia di Giulio Cavallini, anch’egli formatosi presso la stessa istituzione, oggi attivo filmmaker e fotografo.

Anche per le riprese torinesi il lavoro è stato preceduto da un’approfondita fase di ricerca storica e iconografica, per garantire la massima coerenza tra riferimenti storici e testi, ambientazioni, costumi. Un impegno accurato che consentirà ai visitatori di vivere un’esperienza coinvolgente, in cui tecnologia e memoria si intrecciano per restituire nuova voce ai protagonisti della storia.

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