L'Albergo di virtù 

Dalla metà del secolo XVII ha inizio un periodo favorevole per la filatura della seta in Piemonte, poiché le esportazioni, in particolare verso la Francia, sono in crescita anche grazie al miglioramento della qualità del filato. L’adozione del “mulino alla bolognese” nel Ducato di Savoia e i miglioramenti ad esso apportati sono opera di Gian Francesco Galleani. Galleani, dopo aver diretto e coordinato la costruzione di filatoi in Torino e Carignano, nel 1670 riceve da Carlo Emanuele II l’incarico di realizzare un nuovo stabilimento per la filatura e la tessitura della seta a Venaria Reale. Nel 1671, dopo la sua morte, l’opera da lui iniziata viene proseguita dal figlio Gian Girolamo che, qualche anno, dopo porta a termine la costruzione della filanda di Caraglio. Successivamente, per volontà della Congregazione del Santuario di Oropa, anche nel Biellese si costruisce lungo la sponda del torrente Cervo a Biella, un filatoio di seta con annesso lanificio ed albergo di virtù per dare lavoro alle ragazze disagiate.
Il progetto viene presentato il 20 giugno 1863, ma solo nel 1695 iniziano i lavori; la progettazione e la direzione sono affidati al “mastro” Giovanni Battista Negro, in quegli anni attivo presso il Santuario di Oropa in qualità di direttore dei lavori di ampliamento dello stesso.
Nei primi anni del secolo XIX, a causa della riduzione dei ricavi dovuti alla locazione della filanda e all’aumento dei costi di manutenzione, la Congregazione del Santuario decide di vendere l’immobile. L’avviso di asta è affisso a Biella il 6 dicembre 1834. La vendita, avvenuta l’11 luglio 1835, viene ratificata il successivo 20 agosto.
Giovanni Agostino Crolle, fabbricante di panni di Mosso Santa Maria, che agisce in conto proprio e per conto di Maurizio Sella, acquista l’immobile e nel 1838, come da precedenti accordi, cede allo stesso Sella tutto quanto di sua pertinenza.